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La costruzione della Chiesa di San Bernardino, tra le più antiche della città, risale alla metà del XV secolo, insieme al monastero dei Frati Minori Osservanti, chiamati comunemente anche Zoccolanti per le loro calzature.

 

La chiesa fu ristrutturata nel XVI secolo, a seguito del sacco di Molfetta del luglio 1529. Essa si trova dietro il tempio del Calvario, precisamente su Via Tattoli. All’interno, diviso in tre navate dalle colonne, troviamo numerose pregevoli opere, tra cui il bellissimo trittico della Visitazione, attribuito al Maestro dei Santi Severino e Sossio, una copia dell’opera di Francesco Cozza Madonna del Cucito, nella cappella Passari, recentemente restaurata, l’Adorazione dei pastori e la Cacciata degli angeli ribelli, entrambe opere di Gaspar Hovic, un bellissimo coro ligneo in noce del XVI secolo e un fastoso organo del XVII secolo.

 

Sul nucleo originario quattrocentesco della chiesa si innestarono gli ampliamenti cinquecenteschi; l’edificio era completo nel 1585 con la facciata e il piccolo campanile a vela. Annesso è l’antico chiostro, facente parte del convento quattrocentesco dei frati “Zoccolanti” sede oggi di uffici comunali. L’interno conserva, nelle cappelle di patronato delle antiche famiglie della ricca borghesia molfettese, Lepore, Gadaleta, Passari, Nesta, de Luca e altre, ricchi arredi e notevoli tele.

 

Particolare attenzione meritano: la copia della trafugata Madonna del cucito di F. Cozza (1605-1682), nella cappella della famiglia Passari; la Natività (1596) di Gaspar Hovic, fiammingo naturalizzato pugliese, nella cappella Gadaleta; la Madonna del soccorso (1597) di Andrea Bordone, nella cappella de Luca; sulla parete di fondo del coro l’Immacolata con i Santi Francesco, Bernardino, Bonaventura e Ludovico di Tolosa (seconda metà del XVIII sec.).

 

 

Inizio costruzione: XV Secolo

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