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Situato in zona urbana, a ridosso del centro storico e del porto, la Villa occupa la piazza Giuseppe Garibaldi.

 

Di forma sub-trapezoidale, insiste su suolo pianeggiante, leggermente declinante verso il mare in direzione Nord; la superficie complessiva è di circa 7900 mq. Interamente recintata, presenta quattro ingressi provvisti di cancello; è accessibile negli orari di apertura al pubblico. Proprietà del Comune di Molfetta, è protetta da vincolo ope legis in quanto bene di interesse storico con più di 50 anni, di autore non vivente e di proprietà di ente pubblico.

 

L’area su cui insiste il giardino «per tutta la prima metà del XIX secolo fu un’estensione informe di terreni agricoli incolti, di proprietà comunale», nota come largo Porticella. Intorno al 1830, il largo fu regolarizzato dal Piano dell’architetto Vincenzo Mastropasqua e successivamente – su progetto dell’architetto molfettese Ferdinando De Judicibus – collegato alla nuova stazione ferroviaria da un lungo viale alberato, che conferì all’area la «dignità di piazza principale anche per la sua vicinanza al centro antico». Con il suo progetto, realizzato a partire dal 1864, il De Judicibus ridisegnò lo spazio e gli edifici più rappresentativi, sistemando la piazza a verde e attrezzandola a Villa, «utilizzando soprattutto i pini, essenze arboree economiche e di facile coltivazione». Nel 1865 fu deliberata ed eseguita la seconda piantumazione di alberi; una terza piantumazione fu prevista da un successivo progetto (1869) di De Judicibus, allo scopo di abbellire ulteriormente la Villa.

 

Nel 1882, un monumento in marmo dedicato a Giuseppe Garibaldi – opera dello scultore milanese Gerolamo Oldofredi – veniva collocato al centro della Villa, intitolata prima a Vittorio Emanuele II, successivamente a Umberto I e infine all’Eroe dei due Mondi. Nel 1929, non senza qualche polemica, la statua fu trasferita in Corso Umberto I.

 

Chiusa per quasi due anni a causa di lavori di riqualificazione, la Villa è stata riaperta al pubblico nel giugno 2007.

 

L’intervento del 2007 ha modificato sia le strutture architettoniche, sia le aree a verde. Attualmente la Villa presenta un ampio spazio libero centrale, circondato da aiuole mistilinee a prato, delimitate da bassi cordoli in pietra.

 

Sul versante Ovest, sono presenti due piazzole circolari disposte simmetricamente ai lati dell’ingresso, con aiuola centrale circolare. Sul lato Est, un’area adibita a parco giochi, con attrezzature per disabili e tappeto antitrauma, in concessione a privati.

 

Due lunghi viali rettilinei e curvilinei, paralleli tra loro e connessi da arterie secondarie, seguono il perimetro della Villa; la pavimentazione è in basole di pietra, l'arredo urbano è costituito da panchine in legno e ferro.

 

Nel 1929, il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale prende il posto della statua dedicata a Garibaldi. Opera del celebre scultore molfettese Giulio Cozzoli, il monumento è collocato in un’aiuola ottagonale a prato, individuato da un basamento lapideo attualmente sovrastato da ringhiera in ferro. L’imponente basamento, in pietra locale e alto 4 metri, è articolato su più livelli, con un'ampia fascia centrale bronzea a bassorilievi che rappresentano le Forze Armate coinvolte in scene di guerra; una lampada votiva bronzea è collocata su di un piccolo plinto rettangolare. Sulla sommità, una Vittoria Alata in bronzo, raffigurata nell'atto di sorreggere un fante morente. Antistante il monumento un palo in ferro per l’alzabandiera.

 

Sempre opera del Cozzoli, si trovano in Villa due busti dedicati a molfettesi illustri: un busto in marmo dello storico Francesco Carabellese (1939) ed uno in bronzo dedicato al medico e filantropo Edoardo Germano (1950). Presenti inoltre: busto bronzeo di Simon Bolivar (1979); busto bronzeo di Giuseppe Di Vittorio; busto bronzeo dedicato al vescovo Achille Salvucci (1988); busto bronzeo di Gaetano Salvemini, opera di Vincenzo M. Valente (1999).

 

Il giardino è piantumato con pini, lecci, cipressi, ulivi. Diverse le specie arbustive presenti, tra cui bosso, pitosforo, oleandro, palma nana, rosa, Salvia officinalis e Polygala myrtifolia. Con i lavori del 2007, 140 alberi di pino di Aleppo e 29 tamerici, affetti da gravi fitopatie, sono stati abbattuti e sostituiti con 96 lecci.

 

La recinzione che circonda completamente la Villa è costituita da un basso cordolo in pietra sovrastato da un’alta ringhiera in ferro, lungo la quale si sviluppano siepi di bosso.

 

Il Giardino pubblico si presenta in buono stato di conservazione. Nel corso degli anni è stato oggetto di diversi lavori di ristrutturazione. I più recenti sono iniziati nel 2004 e terminati nel maggio 2007, secondo il progetto di Riqualificazione Villa Comunale, riduzione dell’impatto acustico da traffico e potenziamento verde redatto dagli ingegneri Santina Roselli e Domenico Mastropierro. La Villa è stata riaperta al pubblico il 16 giugno 2007.

 

 

 

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