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Le cattive abitudini a tavola, con un eccesso di sale e zucchero, il poco movimento e al contrario un uso smodato di internet, con la conseguente sedentarietà che comporta, sono tra le cause dell’ipertensione in età pediatrica, una condizione che colpisce il 4% dei bambini e dei ragazzi nella fascia d’età che va dai 4 ai 18 anni.

 

A sollevare la questione sono gli esperti riuniti al XXXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Ipertensione Arteriosa (Siia), in programma a Firenze da oggi al 9 ottobre. In occasione dei lavori sarà presentato il primo Gruppo di Studio su ipertensione e rischio cardiovascolare in età pediatrica promosso dalla Siia in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (Sip).

 

Bambini e pressione. Il problema dell’ipertensione in età pediatrica è da sempre sottovalutato anche perchè la pressione non sempre viene misurata. Tra le cause, cattiva alimentazione e sedentarietà che hanno come conseguenza diretta il fatto che il 20,9% dei bambini nella fascia di età 8-9 anni sono sovrappeso e il 9,8% è obeso (secondo il Ministero della Salute). Un bambino sovrappeso su venti ha la pressione elevata e un bambino obeso su quattro è iperteso.

 

Tablet e ipertensione. Non solo l’alimentazione. Sul banco degli imputati ci sono anche altre cattive abitudini, come il numero eccessivo di ore che bambini e adolescenti trascorrono davanti al pc. A ribadirlo è anche uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of School Nursing” dai ricercatori dell'ospedale Henry Ford di Detroit (Usa) secondo cui troppo tempo davanti a pc e smartphone aumenta le possibilità di diventare in sovrappeso. “Anche in Italia – conclude la dottoressa – abbiamo condotto studi che sottolineano come esista una correlazione tra il tempo trascorso su pc, tablet e smartphone e dipendenza, obesità e ipertensione. È dimostrato, infatti, che l'attività fisica, 30 minuti al giorno, per almeno quattro volte alla settimana, consenta di ridurre i valori della pressione mentre l'uso eccessivo di internet aumenti anche le possibilità di diventare in sovrappeso”.

 

Le conseguenze. Ignorare il problema può essere rischioso perché “trascinarsi” la pressione alta sin da bambini ha delle conseguenze molto serie sulla salute. “L'ipertensione arteriosa e le sue gravi complicanze - afferma Gianfranco Parati, presidente della Siia - si combattono efficacemente solo iniziando presto, prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi. Questo significa anche iniziare ad occuparsi del problema già nei bambini e negli adolescenti, con maggiore attenzione allo stile di vita e alla necessità di iniziare a misurare la pressione arteriosa in età pediatrica”. “Un bambino iperteso – aggiunge Simonetta Genovesi, ricercatrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi Milano-Bicocca e membro della Siia - sarà molto probabilmente un adulto iperteso, quindi a rischio di patologie cardiovascolari, che oggi rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nei paesi occidentali”.

 

Il ruolo del pediatra. Che fare, allora? Come accorgersi che il bambino ha una pressione più alta del dovuto? Il primo punto di riferimento per la salute dei piccoli è senz’altro il pediatra che può giocare anche in questo caso un ruolo fondamentale. “Serve la collaborazione con i pediatri altrimenti il rischio è quello di un approccio solo teorico al problema, senza la possibilità di utili sviluppi sia per la salute dei ragazzi che nel campo della ricerca scientifica” prosegue Genovesi. “A questo scopo stiamo collaborando con il Gruppo di Studio dell’Ipertensione della Società Italiana di Pediatria. La prevenzione dovrebbe essere intesa non solo come sensibilizzazione al problema della comunità medica e delle famiglie, ma anche come individuazione dei soggetti a maggior rischio”.

 

L’ipertensione in Italia. L’elevata pressione del sangue nelle arterie è una condizione che riguarda in Italia 17 milioni di persone, in pratica un italiano su tre (33% uomini, 31% donne). L’ipertensione è un fattore di rischio che aumenta la possibilità che si verifichino malattie cardiovascolari come infarto del miocardio, ictus cerebrale, angina pectoris. Ecco perché provoca ogni anno la morte di 7,5 milioni di persone nel mondo. Dei 17 milioni di italiani ipertesi, solo il 50% sa di esserlo, mentre il 60% dei pazienti non raggiunge target pressori adeguati, nonostante sia in cura da un medico.

 

La App per la pressione. Il dubbio più comune in chi ne soffre e che è in cura, è se si sia ottenuta una protezione sufficiente, in particolare controllare la regolarità di assunzione dei farmaci antiipertensivi. Per far meglio capire cosa sia l’ipertensione arteriosa e per facilitarne il controllo, è stata lanciata in Italia e in Europa una speciale applicazione per i telefoni cellulari. ESH Care, così chiamata per sottolineare la sua adozione dalla European Society of Hypertension, aiuta il monitoraggio individuale della pressione arteriosa ed ha anche un’intera sezione dedicata a informazioni su cause, sintomi, conseguenze dell’ipertensione e relativi trattamenti. L’ultima versione aggiornata della App, di progettazione italiana ma già tradotta in 9 lingue e scaricabile gratuitamente, sarà presentata in questi giorni al Congresso della Siia. La App è stata già sperimentata in uno studio pilota su un campione di 690 pazienti con ottimi risultati, presentati lo scorso agosto al Congresso Internazionale di Bioingegneria di Orlando in Florida.

 

Fonte: La Repubblica

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